il Consorzio nazionale per la tutela della Canapa viene ricevuto in commissione parlamentare

Negli scorsi mesi sono stati tanti i casi di sequestri senza fondamenta e dibattiti tutti finiti nel nulla piu assoluto …

indagati per vendita di sostanze stupefacenti quando in realtà vendevano cannabis light prevista dalla normativa.

tante notizie di sequestro ma nessuna notizia di dissequestro, eppure sono avvenuti anche quelli per forza di cosa.. (non possono eliminare un prodotto che é normato dalla legge).

Prosciolti per non sussistenza dei fatti , infatti la legge prevede la coltivazione di canapa o cannabis sativa l ad’uso agricolo il che equivale a tonnellate di materiale in giro per l’Italia.

E ora finalmente forse possiamo dire cosi, abbiamo fatto un passo avanti ! nasce il consorzio nazionale per la tutela della canapa ne avevamo veramente bisogno?

il consorzio nazionale e stato ascoltato il 5 di questo mese presso la assemblea che istituisce le commissioni parlamentari per interrogarsi sulle modifiche da apportare a leggi ed altro ancora.

I punti focalizzati sulla discussione sono stati tanti di fatto e logico pensare che se un prodotto può essere coltivato da agricoltori professionali con regolare partita iva il prodotto risultante possa essere venduto..

E semplice da capire chi coltiva pomodori vende i pomodori in salsa pelati o essiccati , chi coltiva cannabis sativa, L venderà cannabis nelle forme di cui più gli aggrada come per i pomodori…

Purtroppo questo divario e nato proprio dalla legge che non cita gli usi che è possibile farne, ma non esclude nemmeno la vendita anzi la legge è nata per incentivare la coltivazione con due soli punti fermi…

il primo e che le piante siano certificate e derivanti da sementi acquistate e con cartellino del catalogo europeo.

Il secondo e che il limite di thc non superi in campo il limite di 0,6 , questo perche molte piante di cannabis sativa L hanno un limite che si aggira sul 0,4.

Il problema fondamentale quindi é che adesso tutti gli esercizi che hanno comprato un prodotto e non essendo iscritti nei registri del agricoltura non possono vendere nulla.

Questo perché non vengono citati nella legge sulla coltivazione che riguarda soltanto agricoltori…

Noi come agricoltori quindi siamo pienamente nella norma di produzione e di vendita l’importante e che il nostro prodotto non superi il 0,6 % di thc .

Noi come limite ci siamo dati lo 0,45 che sta sotto la percentuale di 0,5 data in cassazione per dichiarare se un prodotto e sostanza stupefacente oppure no.

purtroppo grazie a tutti questi buchi nella legge sono state possibili male interpretazioni da parte di istituzioni al di fuori del settore e sopratutto dalle forze del ordine .

le forze del ordine si sono trovate quintali di prodotto da dover analizzare senza avere le dovute attrezzature al fine di eliminare quei prodotti che superavano il limite quindi fuori norma…

Che poi in svizzera esiste un test di analisi pronto all’uso per verificare se il prodotto e a norma oppure no basterebbe darlo in dotazione e aumentare un po il budget di chi deve operare.

Chiaramente nelle istituzioni c’e anche chi e contro una pianta perché siamo al limite della tolleranza come si fa a discriminare anche una pianta innocua ma sopratutto benefica senza il fantomatico thc?

Forse un po l’ignoranza della materia non tutti devono amare le piante e poi mettiamoci un po di pregiudizio generale, pero pregiudizio e ignoranza non posso avere prevalenza sulla verità.

L’associazione italiana e andata per chiarire tutti questi punti che fino ad ora sono stati soltanto una domanda, speriamo e confidiamo che venga creata una normativa ad hoc per i coltivatori..

Un punto chiaro sui limiti di THC nei prodotti finali che tenga in considerazione che il limite di 0,2 solo menzionato nella legge e troppo basso per la pianta perché la maggior parte arriva a 0,4 circa.

il limite di 0,5 o leggermente inferiore sarebbe ideale per tutti i coltivatori italiani e non solo per pochi eletti che hanno selezionato milioni di piante l’anno scorso e le riproducono per via agamica!

Sopratutto bisogna ricordarsi che acquistiamo quasi tutto il prodotto da un altro paese cosa vogliamo fare vogliamo chiudere i canali o tenerli aperti.

Dobbiamo ricordarci che un buon paese in creascita deve avere un export e pure un import non vogliamo veramente blindare il nostro mercato ad altri paesi oppure vogliamo far vedere che e meglio il made in italy?

Norme per i Negozianti

Norme per l’acquisto e la rivendita del prodotto chiare per esercizi commerciali quali tabaccai o store dedicati e sopratutto per gli agricoltori…

Liberalizzare un mercato significa non vincolare ma creare regole per tutti e questo e un punto chiave che l’associazione deve capire prima di tutto!

Non può avere il predominio su tutti gli altri perché molti di noi non accetteranno di dare il prodotto per poi dettare legge sul mercato questo non sarebbe leale nei confronti di chi ha investito tempo e denaro da anni.

Considerare l’esportazione e il Sell in Europa perché dobbiamo ribadirlo saremo probabilmente degli importanti produttori mondiali, dobbiamo esportare il made in Italy sopratutto in questo settore.

Purtroppo come dicevo all’inizio l’associazione nazionale può essere una buona cosa e spero faccia gli interessi di tutti !

Dico questo perché in conferenza l’associazione si a parlato dei punti chiave ma a focalizzato un po troppo l’attenzione sul discorso che loro faranno da garante..

In realtà non serve un garante basta utilizzare norme chiare coltivazione da certificato e o per riproduzione agamica da certificato o selezionato e analizzato accuratamente.

il problema pero e il seguente ormai migliaia di negozi e Store hanno aperto in tutta Italia i prodotti venduti derivano tutti o quasi da genetiche svizzere o selezionate.

cosa dovrebbero fare i rivenditori eliminare un prodotto selezionato per inserire un prodotto di scarso valore nei loro Shop come la Finola?

Perché il settore e vasto e sopratutto quello della cannabis Light e molto collegato con la ricerca infatti il cliente cerca sopratutto prodotti selezionati e di ottima qualità.

A questi prodotti o genetiche viene dato sostanzialmente un nome che ricorda il gusto o la varietà proprio come può essere per il mercato parallelo in Olanda e questo è soltanto marketing..

Questo non toglie che le sostanze vendute siano molto simili dal aspetto ma non identiche infatti la cannabis light non ha THC se non in traccie poco rilevanti.

Quindi il punto focale per arrivare ad avere un prodotto salubre e quello di avere una pianta di partenza selezionata per il mercato italiano o varie piante che rispettino il limite di legge e che diano la possibilita a tutti di avere un prodotto ottimale…

Come possiamo selezionare piante per l’italia

Si può fare basta prendere sementi di Carmagnola certificata selezionarli portare a fioritura e analizzare il prodotto finale in più punti della pianta.

Se rispetta le specifiche può entrare a far parte del mercato altrimenti e fuori norma..

In realtà molte aziende come la nostra hanno già fatto questo pur restando che la legge non include ancora la riproduzione agamica , sono state selezionate varietà da certificato per avere un prodotto ottimale.

Per questo l’associazione prima di tutto dovrebbe concentrarsi sui servizi che servono hai coltivatori come le analisi e stringere un accordo per il quale le analisi siano accreditate solo in determinati laboratori per evitare falsi e abbassare i costi

Stilare un registro delle varietà selezionate dalle aziende accessibile dallo stato e dalle forze del ordine per eventuali controlli come può essere un database molto semplice.

Questo per ampliare la possibilità di selezionare nuovi prodotti con buone qualità di CBD e basso THC.

Esiste un altro fattore poi che andrebbe preso in considerazione attualmente proprio grazie hai buchi che questa legge ha lasciato non e stato possibile fare ricerca o meglio non allo scoperto..

La ricerca o incroci di selezione sono il punto capillare di questo mercato e possono essere fatte solo tramite riproduzione agamica ed incroci di varie genetiche.

per questo buona parte delle aziende si e gia messa avanti ed ha utilizzato piante per via agamica gia selezionate vendute come selezione da certificato.

Bisogna chiedersi se questo e giusto oppure sbagliato per me e giusto perché in un mercato in espansione e con la concorrenza di questo settore in cui tutti pensano di fare milioni essere competitivi é essenziale come azienda, coltivatori, produttori e persino rivenditori..

Per questo dovrebbe essere possibile non solo lavorare con piante non certificate perché non hanno nessun valore ma anzi con piante a piena norma e registrate presso un catalogo nazionale in cui inserire genetica valori nominali e se vogliamo pure il DNA

Questo sarebbe l’unico modo per poter tenere sotto controllo un mercato che dispone di tantissime varietà di piante come il mercato della canapa e offrire sempre delle piante di miglior qualità .

E quindi poter effettuare a priori un esame genetico e verificare che la pianta e quella che e iscritta nel catalogo nazionale e che risulta essere a norma di legge.

in questo modo si elimina tutto quello che potrebbe superare la norma e chi vorrebbe fare il furbo utilizzando piante non testate oppure di derivazione estera e quindi senza certificato non potrebbe più farlo.

Inoltre sarebbe possibile analizzare i prodotti per poter eliminare quelli di dubbia provenienza o fuori dal catalogo, ricordo che tutto questo può essere fatto come deterrente nel caso si voglia blindare il mercato.

ma prima di fare questo deve essere possibile per le aziende agricole italiane registrare le proprie varietà altrimenti si rischierebbe di chiudere tropo il mercato non tutelando il medio imprenditore..

Ma fino a quel giorno tutti faranno ciò che ritengono più giusto per le proprie tasche perché di questo si parla di lavoro ed entrate tasse ecc la canapa non e solo una pianta.

il consorzio punta sulla fibra

Per quanto riguarda invece la legge attuale e le proposte inoltrate dal associazione nazionale be io dico che le proposte che hanno fatto so tutte applicabili alla canapa da fibra ..

ma per il mercato di infiorescenze bisogna capire una cosa le infiorescenze sono un materiale che deve essere lavorato rigorosamente e con una certa etica..

la infiorescenza e il materiale più pregiato della pianta di canapa o cannabis come la vogliamo chiamare e per produrla non si può pensare in larga scala senza l’ausilio di grossi investimenti e tante competenze.

non voglio dire che non si può fare voglio dire che i particolari sono essenziali , sarebbe impensabile produrre 300 chili di infiorescenza di buona qualità senza avere laboratori mano d’opera e senza investire in costosissime attrezzature come le camere di essiccazione.

il materiale non puo essere trasportato appena tagliato altrimenti il prodotto si degrada infatti solitamente il prodotto va tagliato e subito messo in essicazzione a giuste temperature ed umidita..

con questo non voglio dire che chi fa infiorescenza deve fare infiorescenza e basta ma solo che bisogna essere specializzati nel infiorescenza …

Quindi detto questo un agricoltore che coltivava patate o grano che beneficio avrebbe da tutto questo io penso nessuno…

siccome la canapa e una pianta da fibra e la fibra e un bene molto prezioso bisogna focalizzarsi su quello gli agricoltori veri quelli con trattori e macchinari pesanti non possono pensare di fare un campo di canapa da fiore..

Oltre questo la canapa da fiore deve essere trattata in un certo modo anche per il suo ciclo di vita questo perché il fiore per diventare commerciabile deve avere un buon aspetto ed essere pieno terpeni.

Per fare questo vanno coltivate tante piante più grandi e non bisogna seminare assolutamente a spaglio…

Insomma coltivare canapa da fibra per agricoltura e canapa da fiore o estrazioni sono due cose totalmente differenti e gli agricoltori quello grossi devono pensare a questo..

Bisogna incentivare sia il mercato del fiore o estrazioni che il mercato della fibra e lavorazioni, per esempio la fibra di canapa può essere utilizzata al posto della carta con le dovute lavorazioni.

Può essere usata per produrre indumenti , Pellet e persino Bio plastiche che andrebbero a rimpiazzare la tanto odiosa plastica che sta rovinando l’ambiente..

Per incentivare la produzione di queste materie e necessario spronare la strada in questo senso ad aziende del settore chi adesso ha un impianto di produzione di plastica o smaltimento e incentivarlo all’investimento in questo settore con sgravi fiscali…

in questo modo non si va ad intaccare il delicato equilibro hai piani alti che abbiamo adesso si incentiva il settore, si elimina il problema plastica o alberi abbattuti, e si crea lavoro per il medio agricoltore che deve adoperare ettari .

Una Legge Anche Per i floroagricoltori

Per quanto riguarda gli agricoltori che di questo settori che provengono per lo più dal settore della cannabis terapeutica come sol siamo anche noi…

Abbiamo bisogno delle regole preannunciate prima, norme sulla coltivazione ne abbiamo solo due forse ne servono un po di più..

Normativa per quanto riguarda la vendita sia nostra che del nostro prodotto , e importante sapere quale e il limite di THC.

Avere un catalogo nazionale in cui poter inserire le piante selezionate da certificato e poter iniziare un iter di ricerca con le dovute precauzioni su piante al di fuori del catalogo nazionale..

Incentivi anche noi abbiamo bisogno di incentivi agricoli come tutti gli altri sebbene il prodotto agricolo del fiore non debba essere lavorato con trattori se non in casi di eccezionale grandezza del campo..

Abbiamo bisogno di incentivi per sviluppare il prodotto incentivi per macchinari di lavorazione della canapa e per camere di essiccazione…

Un punto accreditato per svolgere le analisi e non spendere un patrimonio per farle perché 160 euro ad analisi in Italia sono molti sarebbe ideale l’accreditamento di un laboratorio dove focalizzare tutte le analisi in Italia per abbassare i costi per il coltivatore e accreditare le stesse per lo stato.

Certo i trattori servono per arare la terra ma ne bastano un paio perché poi queste lavorazioni possono essere fatte da chi fa l’agricoltore veramente e lo ribadisco se siete agricoltori puntate alla fibra e che più facilmente lavorabile e può essere coltivata sul larga scala…

e questo e tutto amici spero che la pensiate come noi se non e cosi scrivete qui sotto cosa ne pensate le idee non fanno mai male….

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samuel alamia

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